Lo volevo.Avrei dato qualsiasi cosa per poterlo negare a me stessa,per potermi mentire, per illudermi e tornare alla vita di prima, insipida e tranquilla, ma non potevo,perchè neanch'io ero riuscita a pensare ad altro per tutta la settimana.

Circa dieci anni fa', la mia analista mi disse: << chiediti sempre chi sei e cosa vuoi >>...sto ancora cercando la risposta...
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Il transito di Saturno..."gli esseri umani non conseguono il libero arbitrio se non attraverso la scoperta di sé stessi, e non conseguono questa scoperta finchè le cose non diventano così dolorose da non lasciare altra scelta" Liz Greene
Non riesco mai a capacitarmi di come le persone siano mutevoli. Forse sono io che sono cambiata. Forse è cambiata la mia percezione degli altri. Forse il tempo permette di definire meglio la giusta prospettiva e proporzione delle persone che attraversano la nostra vita. Dovrei essere triste per essermi resa conto di aver sopravvalutato alcune persone del mio passato, invece sono sollevata di averle eliminate.

Ecco la felicità di una bambina...
Durante un corso di public speaking, tenutosi in un luogo ameno qualche tempo fa’, l’insegnante, spiegando delle tecniche di rilassamento, ci chiedeva di visualizzare dei ricordi o dei luoghi che ci ricordassero sensazioni di felicità… in quel momento ho passato in rassegna la mia vita. Facevo fatica a trovare un momento solo mio di felicità che non fosse legato a relazioni passate o a ricordi con amici. Scavando nella memoria sono arrivata ad un luogo che per me ha sempre significato libertà, spensieratezza, gioia, gioco, estate. La docente spiegava di focalizzarsi su quella immagine e di rievocarla ogni qualvolta ne avremmo avuto bisogno per riprovare le stesse sensazioni. Poco dopo sono tornata in quel luogo, volevo fermare il tempo, per non dimenticarlo mai più. Non era cambiato nulla, se non la percezione che una bambina di otto anni può avere dello spazio che la circonda.
Non so se ci si possa innamorare di una frase, ma questa sera, fra le righe di un libro, comprato quasi per caso, ho provato più o meno quella sensazione strana del colpo di fulmine… Il libro in questione è “STANZA 411” di Simona Vinci, una storia di amanti, come tutte le storie di amanti, se non fosse che per quella frase che è rimasta lì sospesa, con la sua verità così assoluta e così tanto disarmante. …
Queste sono le prime parole che ci siamo dette. Siamo due che diventeranno amanti. E’ evidente. E gli amanti vorrebbero slanciarsi l’uno nelle braccia dell’altra, sparire carne nella carne, pensieri dentro pensieri, e invece ergono muri, vorrebbero farsi liquidi e diventano di sasso.
Quello che vorrei adesso, è … vento greco sulla pelle, blu mare negli occhi, sale sulla lingua, sabbia sotto ai piedi, bianco delle case alle mie spalle, serenità nei pensieri…
E’ TARDI
E’ tardi. E’ molto tardi.
E’ bene che si vada.
Vieni, dammi la mano; rifacciamo la strada.
La tua casa è lontano.
Perché taci e ti guardi la punta delle dita?
Piccola tu, mia vita, vieni, fa tardi.
Le nubi si sono raccolte tutte su Monte Mario chiudendo l’ali grigie.
Tu piangi e non sai perché piangi.
S’accendono i lumi; tu vorresti dirmi qualcosa
e mi accarezzi le mani
e i tuoi occhi luccicano tra le lacrime. –
Vieni, dammi la mano; è bene che rincasiamo.
Non dirmi nulla: io so bene perché tu piangi.
Andiamo, mia piccola, vieni. –
Tu piangi perché fa sera.
Nino Oxilia
Paesaggi indefiniti, senza tempo, si aprono davanti a me, immagini di un repertorio che mi permette di abbandonare la realtà, per fuggire ad occhi aperti in un mondo di fantasie solo mie. I giardini stanchi di novembre, sono immobili. I campi inanimati sorreggono il peso di un cielo latteo. Qualcuno cammina accompagnato da fedeli cani, nel pomeriggio assorto. Io, spettatrice, dipingo sogni sul finestrino di un treno.
Magdalene, era seduta di fianco al finestrino. Le macchie di colore verde e giallo scivolavano velocemente sul vetro. Il cielo informe l’aiutava a perdersi in un groviglio di ricordi confusi dal tempo. Un letto bianco, disfatto. Un vassoio a terra con due grandi bicchieri. Una porta semi chiusa. Delle ragnatele di luce. Un maglione, grande, nero, abbandonato sulla sedia. Cosa ricordare ancora? Lei, in piedi nella stanza con addosso solo parole sussurrate alla nuca. Difficile dimenticare i frammenti.
Questa sera sono davvero Sushi… Già la mattinata non è partita bene…alle sei sveglia, dopo una serata passata a litigare fino all’una con 4 stronzi di un partito di ….sono fine, non lo dico ma lo penso intensamente, poi il giorno dopo scoprire che Maroni, ci accusa pesantemente sulla stampa dandoci tutte le colpe, beh, questo è un tantino troppo per la mia infinita pazienza. Al lavoro ? sì, li, forse mi sarei dovuta impegnare di più, ma questo me lo dico tutti i giorni, e poi fa eco nelle mie orecchie la mitica frase di Rossella “ Domani è un altro giorno…” che alleggerisce di non poco il mio senso di colpa, se ancora ne ho uno… Tornata a casa ho deciso di fare una torta, speriamo bene, visto che sono anche riuscita a spezzare in due il cucchiaio di legno, ero forse un po’ energica nel mescolare…fra 45 minuti vediamo cosa esce. Adesso vorrei andare a nanna, ma questa sera c’è il ritrovo ristretto di streghe … per fortuna siamo solo in due, le ultime volte è capitato di tutto, e poi facciamo piovere sempre…Tutto sommato mi piacerebbe organizzare qui a casa mia un bel convegno, chiamare Flami ed Iris, solo che non ricordo più se Iris ora sia a Berlino o ad Amsterdam? Credo sia a Berlino, sì perché le città con l’iniziale A le ha già fatte, ora tocca alla B. Ora che cosa metto sotto i denti ? UHM?!!!!!!!!!!!!! Una bella pastinetta in brodo da ottantacinquenne! E’ l’età che mi sento questa sera….
Finalmente riesco a trovare un po' di tempo lasciare qualche impronta .. ero rimasta che faceva molto caldo e adesso ho già estratto dall'armadio la coperta dei pennuti... Ah già dimenticavo in mezzo ci sono state le vacanze, l'arrivo di Melinda, la morte del pc...è volato tutto in un attimo...
Un saluto a tutti gli amici bloggosi!!!!!!!!!!!!!!!! Mi siete mancati tanto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Spero tutto bene...
... oggi quello che sento è solo... caldo. Afoso, umido, soffocante ma anche complice, perchè mi crea l'alibi per non fare nulla. Dovrei scrivere, ma non sul blog, dovrei prepararmi per la serata, non vegetare su questa sedia in sottoveste, dovrei rivedere la mia vita, non rimandare. Ma oggi no. Il mio senso di colpa non è così forte, ha caldo anche lui.Vegeto da una stanza all'altra in cerca di quello che non c'è. Due carote affogate nella maionese e succo di mirtillo non soddisfano la mia merenda, ho ancora voglia di qualcosa, ma cosa? Patatine Ikea alla panna acida?! perchè no?! Nooo!Troppo sbattito scendere in cucina. Sta suonando il telefono.Devo rispondere. Ecco, lo sapevo,hanno dato ossigeno al mio senso di colpa, era li stecchito, e invece è bastata una telefonata per rianimarlo. Il mio ozio finisce purtroppo dove nasce il senso di colpa...
Eccomi ! Sono tornata!
Notte a tutti!
Umidità e polvere sono i dettagli che ricordo meglio di quella casa. Purtroppo non era la mia. Ma fin dalla prima volta che varcai la soglia, compresi che sarebbe stata con me per tutta la vita . Ogni cosa la rendeva magica ai miei occhi, persino l'albero di natale, dimenticato lì , chissà da chi. Una casa senza padroni . I mobili ormai stanchi, lasciavano indizi di quelli prima di noi. E poi il letto. Quel grande letto ad una piazza, quello antico, quello che alla fine era diventato anche mio. Ricordo che lì sono nata per la seconda volta, tra le braccia di quell'idea di dover diventar adulta. Ho imparato ad amare tutto di quella casa, dalle crepe sul muro ai rumori del vicino. Non mi sono mai stancata di niente. Forse non ne ho avuto il tempo. A volte, è meglio così.
Lo sapevo che prima o poi sarebbe venuta fuori ancora questa storia. Dio mio, sono angosciata. L'altra sera l'hanno detto di nuovo al telegiornale, cazzo! E' stato tutto perfetto, fino ad ora,mi chiedo perchè? Sono passati tanti anni, perchè riaprire il caso. E poi io, non ho fatto nulla! E' stata lei che mi ha tirata dentro. Hanno litigato ,lei l'ha spinta, ha battuto la testa ed è morta. Io non volevo nascondere il cadavere, quante volte, l'ho supplicata chiedendole di andare alla polizia e di spiegare i fatti. Ma lei niente! Effettivamente in quella cantina io non c'ero! e' stata lei a chiamarmi quando era già morta. Mi chiedo come lei, avrà preso la notizia. Io ho paura a chiamarla. Non voglio tornare indietro di 10 anni. E' tutta colpa sua se mi ha messo in questa situazione. Vorrei scappare, ma dove? Sento che verrà tutto a galla. Le prove però sono sparite, senza tracce di sangue e senza cadavere, non possono farci niente. Eppure sento che sono vicini alla verità, forse questa è un 'esca, magari ci controllano.Non riesco più a dormire, nè a mangiare. Forse dovremmo ritornare in quella cantina per vedere se abbiamo lasciato qualche traccia, dicono che gli assassini tornano sempre sul luogo del delitto,noi ci dobbiamo tornare per forza, i particolari sono confusi, i ricordi di copertura, hanno mescolato la verità e ora non capisco più nulla.In tutti questi anni mi sono chiesta se effettivamente, sia stato un incidente, ho dovuto crederle perchè avevo paura. Ma i dubbi sono tanti, perchè avrebbe dovuto chiederle di andare in cantina ad aiutarla a spostare quello scatolone che riusciva tranquillamente a spostare da sola? E perchè il sangue fuoriusciva da un buco sotto l'orecchio? Non voglio pensarci, voglio solo svegliarmi e dire che questo era solo un brutto sogno! Liberamente tratto da uno dei miei ultimi incubi...
Ho appena finito di lottare con un millepiedi... lui ha avuto la meglio! Il piccoletto si è insinuato chissà dove in camera mia! l'ho praticamente smontata e adesso mi trovo appollaiata sulla sedia in attesa... con la mano destra impugno l'aspirapolvere, con la sinistra la ciabatta...e con tutte due scrivo ! ma lui sembra essersi volatilizzato! Traggedddia!!!!!! Mi sento molto Lara Croft dei poveri...Mi chiedo da dove derivi la mia paura. Con i ragni è peggio, riescono a paralizzarmi, impedendomi di fare qualunque cosa. Nei miei incubi peggiori sono assalita da una quantità di piccoli bastardissimi ragnetti neri pelosi. La mia analista mi diceva che quella era l'antropomorfizzazione dei miei problemi, sarà, certo è, che quando ne vedo uno vero in zampe e pelo, penso che tutti i miei problemi non esistano! A sedici anni, per vincere la paura, mi ero convinta di dover acquistare una tarantola da tenere con me in un terrario, credevo che la vicinanza forzata potesse risolvere l'arcano; senonchè, quando mi sono trovata nel negozio di animali nella parte dedicata a loro, e ho visto la grandezza di una tarantola, ho pensato che fosse meglio optare per la mia sopravvivenza....L'unica volta che sono riuscita a commuovermi davanti ad un ragno, è stato quando ho visto quel meraviglioso corto "Il sorriso di Diana", storia del ragno Agenore che s'innamora della nuova inquilina dell'appartamento.
All'orizzonte ancora nulla... speriamo di non passare la nottata insonne...
Bello!davvero avvincente e carico di ricordi bolognesi l'ultimo libro, o almeno credo, di Gianluca Morozzi! Me ne avevano già parlato, poi è bastato che Flor, tra un canarino e una colazione, mi dicesse che anche lei è rimasta incollata a quelle 200 pagine, per gettarmi in libreria ad acquistarlo. Ho letto per ora solo le prime 60 pagine ma confido di gettarmi, pressochè immediatamente, nel mio lettone grande per "avvolgermi" nella lettura! Un bacio a tutti e buona notte!
Ancora pioggia.Decido allora di fasciarmi di ricordi lontani,che sanno di nostalgia e nebbia, che diventano cicatrici sulla pelle, quelli che visti con il filtro del tempo, non fanno più male. Colonna sonora "Comptine d'un autre été: l'après midi" perchè mi ricorda la Francia. E' lì che devo portare la mia mente. Siamo un gruppo di persone divenute conoscenti per l'occasione. Qualcuno mi dice che visiteremo la più antica piazza di Parigi... Place des Voges.Arriviamo e ho diciasette anni, tante certezze, ma nessuna giusta. Mi allontano da loro in cerca di un'intimità mia e immobile, al centro,inspiro. Apro gli occhi e cerco di immagazzinare tutto quello che il mio sguardo riesce a contenere, non voglio dimenticare nulla. Tutto intorno toglie il fiato.Voglio solo fermare questo attimo. La panchina. La fontana. L'aria gelida che mi taglia il viso. I pensieri congelati. Guardo attentamente le persone che sono con me, ho la consapevolezza che non le rivedrò più ma non ho paura.
Rieccomi! Lo so, sono imperdonabile! So anche, che avete sospettato la mia morte...magari con uno dei miei famosi pasticcini di pasta sfoglia con mela dentro, nuvoletta di panna e lampone sopra... invece no! sono viva e senza pasticcini purtroppo. Il casino della mia vita ha preso il sopravvento, poi si è aggiunta la nuova veste grafica di splinder, problemi con il computer, beh, direi basta... ora faccio un giretto! Grazie a tutti per l'interessamento! Baci slurposissimi di scuse a tutti !!!!!!
era da tanto che non rileggevo questo sonetto di Ungaretti...
Non essere più preso da pena per quello che hai fatto:
Hanno spine, le rose, e fango; l'argentea sorgente;
Le nuvole e le eclissi intorbidano luna e sole;
Il cancro ripugnante vive nel bocciolo più tenero;
E' umano commettere errori, ne commetto uno io stesso
Quando mi provo a discolparti facendo paragoni,
Corrompendo me stesso per porgere unguento al tuo male,
Scusando i tuoi peccati più di quanto non converrebbe:
Poichè un senso vado trovando ai tuoi falli sensuali
Diventa tuo avvocato chi dovrebbe accusarti --
Intento in piena regola una causa contro di me :
Tale guerra civile tra amore e rabbia infuria in me,
Che non posso non diventare complice necessario
Di quel dolce ladrone che acerbamente mi depreda.